L’evoluzione della presenza di JNIM in Niger
Africa

L’evoluzione della presenza di JNIM in Niger

By Martina Battaiotto
06.24.2026

Il 18 giugno scorso, il gruppo jihadista Jama’at Nusrat al-Islam wa al-Muslimin (JNIM) ha portato a termine un attacco contro l’aeroporto di Niamey. L’operazione, che ha provocato la morte di 11 soldati delle Forze Armate e di polizia nigerine e di circa 22 terroristi, riporta l’attenzione sul ruolo di JNIM nello Stato saheliano, principalmente a causa di due elementi.

Il primo riguarda la perdurante competizione tra JNIM e la provincia dello Stato Islamico nel Sahel (Islamic State of Sahel Province - ISSP), nota fino al 2022 come Islamic State of Greater Sahara e storicamente configuratasi come il gruppo jihadista più attivo in Niger. In questo contesto, la capacità di colpire infrastrutture critiche consente di dimostrare capacità operativa e di proiezione, trasformando l’attacco in un manifesto propagandistico atto ad aumentare l’influenza regionale ed il reclutamento. Non appare dunque casuale che proprio l’aeroporto di Niamey fosse già stato preso di mira nel febbraio scorso dall’ISSP, che in quella specifica occasione aveva fatto ricorso, per la prima volta, all’impiego di droni.

Il secondo aspetto, invece, riguarda l’intensità delle operazioni di JNIM in Niger, storicamente inferiore rispetto ai confinanti Mali e Burkina Faso, che continuano a rappresentare i principali teatri operativi dell’organizzazione di Iyad ag Ghali. Il significativo rafforzamento delle capacità dimostrato da JNIM negli ultimi anni e la sua progressiva espansione territoriale, testimoniata dalla penetrazione in Benin e Togo e dal contestuale avvicinamento al Senegal, lascia presagire un progressivo e maggiore coinvolgimento del territorio nigerino nelle sue attività.

In sintesi, pur rimanendo estremamente improbabile nel breve termine un impegno bellico paragonabile a quello osservato in Mali, l’attacco del 18 giugno dimostra che il Niger non può essere considerato un teatro marginale nelle dinamiche dell’insorgenza jihadista saheliana. Al contrario, il Paese potrebbe assumere una rilevanza via via crescente nei calcoli strategici del gruppo.

In questo quadro, è naturale attendersi un aumento delle criticità e dei pericoli rivolti potenzialmente alla Missione Bilaterale di Supporto nella Repubblica del Niger (MISIN) e, di contro, la crescente importanza che quest’ultima potrebbe avere nel supportare Niamey nel contenimento della minaccia jihadista. Dal 2018, infatti, i soldati italiani sostengono le forze nigerine tramite delle attività di addestramento volte a rafforzare le capacità delle Forze Armate e di Polizia dello Stato saheliano nel contrasto al terrorismo e ai traffici del crimine transnazionale.