Il TPLF ripristina il Parlamento tigrino
Il 5 maggio scorso, il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray (Tigray People’s Liberation Front - TPLF) ha ripristinato il Parlamento locale dell’omonima regione del nord dell’Etiopia, ristabilendo così la situazione antecedente lo scoppio della guerra civile (2020-2022). Questa ha opposto da un lato il TPLF, sostenuto dalle milizie Oromo, e dall’altro Le Ethiopian National Defence Force (ENDF), affiancate da milizie di etnia Amhara (rivali storici dei tigrini) e da truppe dell’esercito eritreo.
Al termine del conflitto, tramite l’Accordo di Pretoria, era stato instaurato un governo ad interim, il quale, fino allo svolgimento di nuove elezioni, avrebbe dovuto garantire la stabilità regionale sotto la guida di Getachew Reda, vicepresidente del TPLF. Tuttavia, negli ultimi mesi, le tensioni tra le due fazioni si sono riacutizzati. Lo scorso aprile, Addis Abeba ha prorogato il mandato del governo ad interim, dal 2025 passato sotto il controllo del Generale Tadesse Worede Tesfay, vice di Reda. A seguito di tale decisione, il TPLF, che accusa il governo federale di aver agito senza coinvolgere la controparte e di aver posticipato intenzionalmente le elezioni, ha ripristinato l’autorità regionale prebellica.
Questa attualmente è guidata dal leader storico del TPLF, Debretsion Gebremichael, a capo della fazione più radicale e antigovernativa del partito.
Tale scenario, unito a diversi episodi di scontri a fuoco verificatisi tra l’ENDF e i tigrini nei primi mesi del 2026, riporta sul Paese l’ombra del conflitto civile, che ha causato a circa 600.000 vittime e oltre 2 milioni di sfollati interni.
A contribuire all’ulteriore deterioramento del quadro securitario vi è anche il progressivo raffreddamento dei rapporti tra Etiopia ed Eritrea. Dopo la firma del memorandum di pace del 2018, avvenuta in seguito all’ascesa al potere del Premier etiope Abiy Ahmed, i due Paesi avevano collaborato nel corso della guerra civile contro i ribelli tigrini. Tuttavia, le relazioni bilaterali si sono deteriorate a causa del presunto sostegno di Asmara alle milizie FANO di etnia Amhara e l’istigazione delle rivalità interne al TPLF.
In questo scenario, una nuova escalation del conflitto etiope rischierebbe di produrre significativi effetti di spillover sull’intero Corno d’Africa, con il possibile coinvolgimento del Sudan, già destabilizzato dalla guerra interna tra esercito regolare e Rapid Support Forces.